Festa per le consacrate dell’Istituto Secolare Orionino
Il 21 agosto 2020 le consacrate dell’ISO hanno rinnovato la loro consacrazione, la loro fedeltà al Signore, invocando il dono dello Spirito per essere nel mondo testimoni di speranza.
La celebrazione eucaristica è stata presieduta dal Vicario Generale dei Figli della Divina Provvidenza, don Oreste Ferrari, che riflettendo su quanto la liturgia del giorno proponeva ha operato un parallelismo tra il deserto pieno di ossa inaridite e il nostro povero mondo, tra il ruolo del profeta e quello di un consacrato/a (Ez 37,1-14)
Volge al termine la settimana comunitaria
Ultime battute della settimana comunitaria. Il predicatore conduce il gruppo a riflettere sul "cammino di santità" così come emerge dalle indicazioni di Papa Francesco.
(Segue una breve sintesi e in allegato la relativa presentazione)
Una meditazione di don Giovanni Carollo sui voti
In allegato... la presentazione della meditazione dell'assistente spirituale della Regione Italia

In preparazione al sacramento della Riconciliazione...
L'assistente spirituale don Giovanni Carollo conduce oggi il gruppo delle consacrate a riflettere sul brano di vangelo noto come "Le tentazioni di Gesù nel deserto" (Mt4,1-11), in preparazione alla celebrazione del sacramento della Riconciliazione.
Don Giovanni sottolinea che: "Gesù è provato per quaranta giorni, cioè tutta la vita, e che con lui anche noi veniamo provati tutta la vita. Ma le prove dobbiamo affrontarle con Cristo. Gesù viene messo alla prova, ma è proprio la prova che aiuta a maturare.
(In allegato la relativa presentazione)
I cristiani vivono nella loro patria, ma come forestieri; partecipano a tutto come cittadini e da tutto sono distaccati come stranieri. Ogni patria straniera è patria loro, e ogni patria è straniera.
La missione di ogni battezzato è essere tempio del Signore risplendendo della sua luce, perché nel battesimo siamo stati illuminati dalla luce di Cristo da far brillare con la nostra testimonianza. Dobbiamo essere sale buono ed equilibrato.
Misericordiosi, puri di cuore, operatori di pace, perseguitati per causa della giustizia...
Dalla meditazione di don Giovanni Carollo :
"Il misericordioso è colui che accoglie il bisogno dell’altro e si lascia commuovere sin dalle viscere e agisce guidato da questa passione d'amore, perché come Dio sente il bisogno del fratello come il proprio. L'uomo dal cuore puro è quello che non scende a compromessi con la coscienza e quando uno ha questo cuore vede Dio, nel senso che fa l'esperienza di Dio. I costruttori di pace sono coloro che in tutti i modi cercano di eliminare ogni forma di violenza nel mondo e si adoperano per costruire una civiltà dell’amore.La persecuzione è come un segno che tu non appartieni alla mondanità, ma a quel mondo nuovo che Dio certamente realizzerà
(In allegato la presentazione)
La santità come stile di vita
La pagina evangelica delle Beatitudini ci porta a "salire" sul monte abbandonando i criteri di gudizio e un'impostazione di vita propri della "pianura", del mondo. In allegato la presentazione della meditazione proposta da don Giovanni Carollo FDP
Visita dei Superiori Generali durante gli esercizi spirituali dell'ISO
Il 17 Agosto 2020 le isoline riunite per la loro settimana di spiritualità hanno avuto la gioia di ricevere la visita del Superiore Generale dei Figli della Divina Provvidenza, padre Tarcisio Vieira, della Superiora Generale delle Piccole Suore Missionarie della Carità , madre Mabel Spagnuolo, e della Consigliera Generale suor Rosa Rocha.
Dopo una fraterna condivisione sulle esperienze vissute durante l'isolamento causato dalla pandemia, Padre Tarcisio ha sottolineato che "una crisi non va mai sprecata" , questo è quanto ha sempre vissuto il nostro Fondatore: di fronte alla "crisi" che gli imponeva la chiusura dell'oratorio lui ha saputo reinventarsi dando vita alla Congregazione. Anche Madre Mabel ha rimarcato questa idea ricordando la pagina in cui don Orione parla dell'importanza che hanno le pause durante l'esecuzione di un brano musicale. La pausa prelude sempre ad una maggiore vivavicità ed esplosione di armonia.
Contemplare la natura "apre" a Dio
NEL CREATO anche don Orione ha visto e sentito la “carezza di Dio”
Nel Creato ci è dato di cogliere con immediatezza l’impronta di Dio; chi contempla la natura, contempla Dio: se da una parte l’uomo non può né descrivere, né immaginare il “cielo” di Dio, dall’altra, però, può contemplarne qualche riflesso nell’incantesimo di un tramonto, nello sfolgorare del sole e nel calare della notte, in un cielo stellato e persino nell’infrangersi delle onde del mare sulla spiaggia. “Tutto l’universo materiale è un linguaggio dell’amore di Dio, del suo affetto smisurato per noi. Suolo, acqua, montagne, tutto è carezza di Dio” (Laudato si n 84)
Contemplare il creato è pertanto cogliere un messaggio d’amore che viene da Dio. Don Orione, ad esempio, ammirava l’incedere della Provvidenza divina considerando come essa “alimenti”, sfami, sostenga, rinvigorisca ogni cosa creata: “O Divina Provvidenza[…]Nulla è più amabile e adorabile di Te, che maternamente alimenti l'uccello dell'aria e il fiore del campo: i ricchi e i poverelli”. L’attenzione e di conseguenza la cura dell’ambiente , ossia di quanto ci circonda e in cui siamo immersi ci spinge, dunque, ad alzare lo sguardo e a contemplare e glorificare la Trinità. «Quando contempliamo con ammirazione l’universo nella sua grandezza e bellezza, dobbiamo lodare tutta la Trinità» (Laudato sì n 238)

