Alzare gli occhi, mettersi in viaggio, guardare al di là delle apparenze: omelia di Papa Francesco nella solennità dell'Epifania
Riportiamo uno stralcio dell’ OMELIA DI PAPA FRANCESCO in occasione della solennità dell’Epifania
Adorare il Signore non è facile, perché non è un fatto immediato ma esige una maturità spirituale, frutto di un cammino interiore, a volte lungo. L’uomo ha bisogno di adorare ma rischia di sbagliare la direzione: può adorare Dio o gli idoli. Dobbiamo dedicare più tempo alla preghiera di adorazione, imparare a contemplare il Signore. Mettiamoci alla scuola dei magi per trarre alcuni insegnamenti utili: come loro dobbiamo prostrarci e adorare il Signore, ma … sul serio e non certamente come avrebbe voluto fare Erode.
Essere adoratori significa: alzare gli occhi, mettersi in viaggio e vedere
La Provida Mater Ecclesia: il documento che introduce una nuova vocazione nella Chiesa "la consacrazione secolare"
Nella Chiesa primitiva, ancor prima che nascessero gli ordini religiosi, molte donne consacravano la loro vergintà al Signore . Si dovettero però attendere molti secoli perchè la Chiesa riconoscesse una nuova forma di vocazione: la consacrazione secolare. Ciò avvenne attraverso l'approvazione, da parte di Papa Pio XII, di un documento davvero rivoluzionario: la Provida Mater Ecclesia, i cui criteri e le cui indicazioni sarebbero poi stati ripresi e sviluppati nel Concilio Vaticano II.
Il battesimo di Gesù risponde alle insoddisfazioni dell'uomo (meditazione di p Gaetano Piccolo)
L'insoddisfazione è una caratteristica del nostro tempo . Ma l'insoddisfazione più profonda nasce da un inconfessato desiderio: quello di essere amati così per come siamo. Padre Gaetano Piccolo in questa sua meditazione, che noi riproponiamo anche in video, sottolinea come il battesimo di Gesù ,e quindi anche il nostro, ci dà risposte che producono vita:
- Siamo amati ; - Siamo perdonati; - Siamo incontrati; - Siamo abbracciati; - Siamo riscattati
Seguiamo la stella, quel desiderio di Dio presente in ogni uomo
II Domenica dopo Natale e Epifania: meditazione di don Achille Morabito, FDP
In questa seconda domenica di Natale, la liturgia ci propone di nuovo il prologo di Giovanni; per la solennità dell’Epifania ascolteremo il racconto dei Magi, che si trova in Mt 2,1-12

Soffermiamoci sull’affermazione centrale del prologo(Gv 1,1-18 ) che è il cuore non solo del quarto vangelo, ma è il vertice di tutto il NT: Et Verbum caro factum est… E il Verbo si fece carne, che un bel canto ha reso (tradotto) così: “Dio si è fatto come noi, per farci come Lui”. Parole semplici, ma che sintetizzato molto bene il significato del Natale. Questa «Parola», scrive Giovanni nel prologo, “si è fatta carne – sarx” (1,14), «Sarx», che viene tradotta abitualmente con «carne», è presente in tutti in Vangeli, ma soprattutto in Gv (12 volte). Però è in Paolo che le ricorrenze e anche le sfumature sono più numerose: un’ottantina di volte!
Cosa vuol dire che la “la Parola (logos) si è fatta carne (sarx) e venne ad abitare in mezzo a noi?”. Nel prologo di Gv, «carne» “è espressione di limite, caducità, temporalità, spazialità, mortalità”[1]. “È ciò che la teologia cristiana denominerà col termine «Incarnazione»”[2]… Con l' «incarnazione» mediante il Figlio Gesù Cristo, divenuto vero uomo, Dio è entrato nella nostra storia e ha attraversato il male, il dolore, la morte.
Buon 2021 : buon cammino della vita
Inizia un nuovo anno, il cammino della nostra vita continua : avanti con fiducia: c'è una Provvidenza segretamente nascosta nell'ordine delle cose. Liberiamoci da ogni sorta di peso e creiamo relazioni significative ! “
Facciamo nostro lo stesso desiderio di don Orione: "Sento che ho bisogno di correre per tutta la terra e per tutti i mari e mi pare che la carità immensa del nostro Signore Gesù darà vita a tutte le terre e a tutti i mari, e tutti chiameranno Gesù Cristo."
Camminiamo con tenacia tenendo a mente che : " di per noi non siamo buoni a nulla, neppure a muovere un passo nella nuova vita che vogliamo menare, ma Gesù è buono e sarà vicino a noi, e lascerà che ci abbracciamo a lui e che ci abbandoniamo fidenti sovra il suo Cuore: tutto si può quando Gesù ci conforta"
BUON CAMMINO DELLA VITA : BUON 2021!
AUGURI !
Santo Natale 2020 : AUGURI!
L'augurio per il Santo Natale lo affidiamo alle parole del nostro Santo Fondatore.
Siamo a Natale! Quante lezioni di umiltà, di fede, di semplicità, di povertà, di obbedienza, di abbandono alla Divina Provvidenza ci dà Gesù nel presepio. Soprattutto , Gesù dal presepio ci grida : "Carità! Carità! Carità!". 
Teniamo dietro alla Carità e terremo dietro a Gesù. Allarghiamo il nostro cuore agli affetti più teneri, e gettiamoci in adorazione ai piedi di Gesù; divampi del suo amore la nostra vita , poichè il suo amore è soave e divino, ed è vita; è vita, e frutto della sua carità è la pace, anzi è la bellezza stessa della pace!
Signore, noi ai tuoi piedi deponiamo tutte le nostre morali miserie e tutti i nostri stracci.>>
SANTO NATALE A TUTTI !
LIV giornata mondiale della pace: “La cultura della cura come percorso di pace"
Papa Francesco nel suo messaggio per la LIV giornata mondiale della pace ci esorta ad adottare come stile di vita quello della “cura” delle persone e del creato, perché la nostra società si fondi su rapporti di fratellanza e dichiari guerra alla cultura dell’indifferenza, dello scarto e dello scontro . Da qui lo slogan : “La cultura della cura come percorso di pace. “
La vocazione dell’uomo alla cura si trova in numerosi passi della Bibbia, come ad esempio , nel passo della Genesi in cui Dio affida il giardino piantato nell’Eden alle mani di Adamo con l’incarico di “coltivarlo e custodirlo” (Gen 2,15).
Il modello e la qualità della cura da adottare è dato da Dio stesso che, oltre ad essere il Creatore, è altresì Colui che si prende cura delle sue creature, indipendentemente da qualsiasi loro merito o condizione di vita; è Colui che si prende cura della Terra che l’uomo abita.
Preghiamo: Maranatha
Il Signore è vicino , preghiamo più intensamente : Maranatha, vieni Signore Gesù!
Ci sono momenti in cui ci troviamo costretti a camminare per strade buie e siamo così stanchi da non riuscire a vedere un orizzonte, un indizio, qualcosa che possa aiutarci ... pertanto si leva ancora più forte il grido: vieni Signore a portare la tua Vita.
Vieni Signore Gesù a liberarci dalla solitudine: dal non sentirci capiti e dalla paura di essere abbandonati perché quando la rottura delle relazioni rischia di farci sprofondare nell’insignificanza, mette in discussione il “chi siamo” e ci fa sentire la vita come nemica… è bene che tu, o Signore, torni a ricordarci “di chi siamo”, torni a ripeterci che “siamo tuoi”
Solo un grande senso di appartenenza ci può ricollocare in maniera sana davanti al mistero della vita e ci impedisce di essere in balia delle circostanze.
Vieni Signore Gesù ad insegnarci ad assumere la responsabilità della nostra vita, anche quando essa non ci ha domandato il permesso, vieni ad insegnarci a scegliere anche ciò che non abbiamo scelto: modifica la nostra “postura interiore”, da vittime a protagonisti.
Vieni Signore Gesù portaci a riappropriarci una giusta distanza da persone e situazioni e riconsegnaci a noi stessi, rendici capaci di esercitare la nostra libertà davanti alle solitudini imposte dalla vita.
Vieni Signore Gesù sulla tua parola vogliamo riprendere il largo e andare oltre abitati dalla fiducia in Te, nella certezza che ti apparteniamo.



