IV Domenica di Avvento (meditazione di don Achille Morabito, FDP)
In quel tempo, l'angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nàzaret, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, di nome Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. Entrando da lei, disse: «Rallègrati, piena di grazia: il Signore è con te».A queste parole ella fu molto turbata e si domandava che senso avesse un saluto come questo. L'angelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ed ecco, concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e verrà chiamato Figlio dell'Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine».Allora Maria disse all'angelo: «Come avverrà questo, poiché non conosco uomo?». Le rispose l'angelo: «Lo Spirito Santo scenderà su di te e la potenza dell'Altissimo ti coprirà con la sua ombra. Perciò colui che nascerà sarà santo e sarà chiamato Figlio di Dio. Ed ecco, Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia ha concepito anch'essa un figlio e questo è il sesto mese per lei, che era detta sterile: nulla è impossibile a Dio».Allora Maria disse: «Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola». E l'angelo si allontanò da lei. (Lc 1,26 - 38)
Il saluto a don Enrico
Oggi 16 dicembre 2020 , alle ore 12,00 presso la Parrocchia Mater Dei di Roma si svolgeranno le esequie di don Enrico Casolari. Ad accompagnare questo momento, la redazione pubblica una serie di testimonianze riguardanti la figura di questo umile e santo testimone del Vangelo .
- Don Enrico è stato nostro assistente spirituale ma anche padre, madre, fratello, amico: “uno di noi”. Lascia testimonianze di umiltà e di accoglienza: discreto e attento a non ferire nell'educarci nel cammino di perfezione. Il suo sorriso lasciava trasparire la gioia del sacerdozio, la sua ricchezza interiore e l 'ubbidienza al Vangelo e alla sua cara Congregazione. Appassionato di Dio e di Don Orione al quale ha dedicato tanti anni di studio e ricerche soprattutto negli anni di servizio presso l' Archivio . Grazie Don Enrico per la tua preziosità, per quanto ci hai stimato e per avere creduto profondamente nella nostra vocazione e missione nella Chiesa. Ora che vivi la pienezza della gioia del paradiso continua a pregare per noi. Ciao... (Anna Rita Orrù , responsabile generale dell’ISO)
- Potrei intitolarlo così: Don Enrico, un prete che pare proprio un prete! Personalmente non ho conosciuto don Carlo Sterpi, successore di S. Luigi Orione, se non attraverso le testimonianze dei confratelli che hanno vissuto con lui e le varie biografie. Il nostro Fondatore disse di lui: “un prete che pare proprio un prete, quello è il nostro don Sterpi”. Ebbene, da quando ho conosciuto don Enrico, soprattutto nell’anno passato insieme a Velletri, mi è sempre venuto spontaneo accostarlo alla persona del nostro venerabile don Carlo Sterpi. Ho colto in lui umiltà, fraternità, lungimiranza, carità instancabile, sacrificio commovente e, come don Sterpi, sapeva essere padre e madre nei confronti dei giovani aspiranti e novizi che si sentivano amorevolmente da lui accompagnati.
Ciao don Enrico , ci rivedremo in Paradiso!
Oggi , 13 dicembre 2020, Domenica della Gioia, il “padre” dell’Istituto Secolare Orionino, (in particolar modo di quello italiano), don Enrico Casolari, FDP, non si è svegliato su questa terra ma ha aperto gli occhi sul Signore.
IL TEMPO DI AVVENTO del 2020 in piattaforma e non solo...


La pandemia e le conseguenti restrizioni sugli spostamenti non hanno impedito lo svolgersi degli incontri formativi e di preghiera dei vari gruppi dell’Istituto Secolare sparsi nel mondo, in collegamento via internet o, come in Polonia, in presenza.
Alcune immagini ...
Il canto del video allegato esprime pienamente l'anelito che ha accomunato i vari gruppi: l'attesa del Signore. L' atteggiamento dell'attesa si rinnova, in verità, in ogni momento della vita e porta ad "alzare lo sguardo , nella certezza che Lo vedremo e ci accorgeremo della Sua presenza tutte le volte che dai nostri bui avremo il coraggio di tendere la mano verso di Lui"
Papa Francesco indice l' Anno Speciale di San Giuseppe (scarica gli allegati)
Papa Francesco con la Lettera Apostolica “Patris Corde” (in allegato) ha indetto un Anno speciale di San Giuseppe, nel giorno in cui ricorrono i 150 anni del Decreto Quemadmodum Deus, con il quale il Beato Pio IX lo dichiarò Patrono della Chiesa Cattolica. Per questa occasione è concessa l'Indulgenza plenaria ai fedeli che reciteranno "qualsivoglia orazione legittimamente approvata o atto di pietà in onore di San Giuseppe, specialmente nelle ricorrenze del 19 marzo e del 1° maggio, nella Festa della Santa Famiglia di Gesù, Maria e Giuseppe, nella Domenica di San Giuseppe (secondo la tradizione bizantina), il 19 di ogni mese e ogni mercoledì, giorno dedicato alla memoria del Santo secondo la tradizione latina" (In allegato il Decreto per ottenere il dono delle indulgenze)
II Domenica di Avvento: "Preparate la via del Signore" (a cura di don Achille Morabito, FDP)
Dal vangelo secondo Marco (Mc 1, 1-8)
Inizio del vangelo di Gesù, Cristo, Figlio di Dio.
Come sta scritto nel profeta Isaìa:«Ecco, dinanzi a te io mando il mio messaggero: egli preparerà la tua via.Voce di uno che grida nel deserto: Preparate la via del Signore, raddrizzate i suoi sentieri», vi fu Giovanni, che battezzava nel deserto e proclamava un battesimo di conversione per il perdono dei peccati. Accorrevano a lui tutta la regione della Giudea e tutti gli abitanti di Gerusalemme. E si facevano battezzare da lui nel fiume Giordano, confessando i loro peccati.Giovanni era vestito di peli di cammello, con una cintura di pelle attorno ai fianchi, e mangiava cavallette e miele selvatico. E proclamava: «Viene dopo di me colui che è più forte di me: io non sono degno di chinarmi per slegare i lacci dei suoi sandali. Io vi ho battezzato con acqua, ma egli vi battezzerà in Spirito Santo».
In questa seconda domenica di Avvento la liturgia ci propone i primi versetti del Vangelo di Mc. Il primo versetto non è solo l’inizio di questo Vangelo, ma è la chiave di lettura di tutta la narrazione di Mc: “Inizio del vangelo di Gesù Cristo, Figlio di Dio”. L’espressione può significare
- Inizio della «buona notizia», che riguarda Gesù (cioè la predicazione apostolica su Gesù) [genitivo oggettivo],
- Inizio della «buona notizia», proclamata da Gesù (cioè la predicazione di Gesù) [genitivo soggettivo].
Per usare una formula sintetica: Gesù è, allo stesso tempo, il messaggero ed il messaggio!
Il Vangelo di Mc, quindi, si apre con una professione di fede: Gesù è Messia (Christòs); Gesù è Figlio di Dio; e si chiude con un’altra professione di fede da parte di un centurione romano sotto la croce: “Veramente quest’uomo era Figlio di Dio” (15,39).
Una sintesi dell'enciclica "Fratelli tutti" a cura di don Felice Bruno, FDP (scarica l'allegato)

La redazione ringrazia don Felice Bruno, segretario provinciale della Piccola Opera della Divina Provvidenza, per aver voluto condividere questo suo prezioso lavoro di sintesi, che mette in evidenza i passaggi - chiave dell'ultima enciclica di Papa Francesco
Consegna del decreto di riconoscimento pontificio dell'Istituto Secolare Orionino

CONSEGNATO IL DECRETO DI RICONOSCIMENTO PONTIFICIO DELL'ISTITUTO SECOLARE ORIONINO
“Papa Francesco l’aveva approvato il 9 novembre scorso, la Congregazione per la vita consacrata aveva firmato il Decreto il 20 novembre successivo e il 4 dicembre 2020, durante un incontro emozionante presso la Congregazione per la Vita Consacrata è stato letto e consegnato il testo del riconoscimento pontificio dell’Istituto Secolare Orionino. A leggere il documento è stato Padre Pierluigi Nava, sottosegretario, alla presenza di Rosalba Rossi, capoufficio, e di Don Flavio Peloso, orionino”.
Con queste parole, Anna Rita Orrù, da 12 anni responsabile generale dell’Istituto Secolare Orionino ha comunicato l’evento solenne e discreto che conclude l’intero iter di riconoscimento dell’Istituto. “Oggi è per noi un giorno di grande gioia e di impegno di cui siamo grate alla Madre della Divina Provvidenza, a Don Orione e a tutta la Famiglia Carismatica Orionina”.
Festa dell'Immacolata Concezione

FESTA DELL'IMMACOLATA CONCEZIONE : ma ...Maria è come ognuno di noi, non ha avuto il peccato originale ma ha avuto dubbi, desideri, tentazioni come ciascuno di noi, d’altronde anche Gesù è stato tentato. Lei non ha commesso alcun peccato perché ha saputo riempirsi dell’amore di Dio e ha lasciato che fosse questo il motore della sua vita. Naturalmente l’aver vissuto a contatto con Gesù l’ha aiutata molto.
Maria, nel Vangelo, è sempre presentata come persona a noi vicinissima, un modello di vita e di fede da seguire. Giovane donna, di fede profonda, che ha affrontato le scelte della vita come quella della verginità, del matrimonio, della vita quotidiana nella semplicità dei 30 anni a Nazareth e della straordinarietà dei 3 anni della vita pubblica di Gesù: una vita sempre orientata a Dio e a suo figlio Gesù. La Madonna è veramente vicina a noi ed è nostro modello di fede di vita cristiana. Lei ha saputo dire sempre di sì a Dio per amore. L’essere stata concepita senza peccato originale non è merito suo, ma dono di Dio; ma esso non toglie nulla al suo essere donna. Anche noi siamo chiamati a copiare il suo stile di vita da innamorati di Dio. A copiare, cioè, la sua capacità di concentrarci pienamente in Dio, di amarlo sopra ogni cosa, di fidarci pienamente della sua provvidenza e del suo amore.
I Domenica di Avvento: "VIGILATE" ( a cura di don Achille Morabito FDP)

Ritorna l’Avvento. Con esso avvertiamo qualcosa di «nuovo», qualcosa che ricomincia (si riapre un nuovo ciclo liturgico, quello «B», in compagnia di Marco), ma, al tempo stesso, percepiamo la bellezza di uno sguardo rivolto al passato (verso la grotta di Betlemme) e proteso verso il futuro nell’attesa della Sua venuta! Questo «nuovo», infatti, è sempre Lui, il Signore Gesù, che viene sempre nella nostra vita! Per questo la comunità cristiana non si stanca di ripetere «Maranathà», invocazione che esprime tutta la dinamica della vita cristiana. Pertanto, “Avvento è sempre, perché Cristo è sempre, lui che «ricapitola» in sé il passato, il presente e l’avvenire, come dice mirabilmente la lettera agli Ebrei: «Christus heri, et hodie et in saecula» (Eb 13,8). Egli è l’«oggi» eterno del mondo” (Cipriani).

