Non è uno slogan ad effetto, ma un impegno di vita
Il modello di misericordia è Gesù. “La nostra misericordia deve essere grande quanto è grande la misericordia del Padre nostro che è nei cieli! Si comprende, per quanto ciò è dato alla nostra natura.”
Dio è perfetto e ci sprona ad essere come Lui pieni di amore, di compassione, di misericordia. Egli dona ben al di là dei nostri meriti, ma sarà ancora più generoso con quanti qui in terra saremo stati generosi
E ancora: “Non giudicate e non sarete giudicati, non condannate e non sarete condannati!”
“Opposto alla carità e alla giustizia è il giudizio temerario, germe fecondo di troppi altri peccati. Il giudizio temerario consiste nell’attribuire troppo facilmente i fatti svantaggiosi al prossimo, o nell’interpretarne con leggerezza le azioni. Sovente si vede il male da una semplice apparenza, senza esaminare: si dice per aver udito dire, senza curare o sfuggendo anche dal verificare. Perché una cosa è verosimile, diventa vera. Si dà tosto ascolto alla maldicenza.”
Papa Francesco ci direbbe: “Abbiamo tutti bisogno di essere un po’ più misericordiosi, di non sparlare degli altri, di non giudicare, di non
E il nostro Fondatore: “ Siamo cristiani, alziamo lo spirito al Cielo. Noi abbiamo bisogno che Dio ogni giorno ci perdoni, perché ogni giorno siamo poveri peccatori dinanzi a Lui. Ebbene, Dio rimette la nostra sorte tra le nostre mani. Altri avrà offeso noi, ma noi abbiamo tanto offeso Iddio. Il nostro giudizio verso chi ci ha offeso, diverrà il giudizio di Dio sopra di noi: . Oh, patto pieno di carità! Oh, giustizia di Dio infinitamente misericordiosa!”



Riecheggiano le parole di Don Orione (cfr Scr,82,31-32): “La nostra carità e misericordia dovrà abbracciare tutti senza eccezione, buoni e cattivi, amici e nemici, ricchi e poveri. Che, se preferenza ci vuole essere deve essere per i poveri, per i cattivi, per i nemici. Questo è lo spirito di Gesù Cristo: chi lo vive, vive la carità di Gesù Cristo e avrà la vita eterna con Lui. Tutti i nostri fratelli hanno diritto sopra di noi perché la vita non è un privilegio, non una festa, ma una palestra di virtù, un servizio di conforto altrui, di fraterno aiuto, e occorrendo anche un dolce olocausto per i fratelli nell'amore di Dio, a rassomiglianza di Colui che si fece a noi fratello per immolarsi per noi”